Di Pier Vito Antoniazzi
Ogni cosa nuova ha una radice. Occorre un filone culturale e politico per costruire un profilo, un orizzonte. E potremmo averlo nel centrosinistra milanese se sarà capace di ritrovare uno spirito comunitario.
Bisogna creare ambiti orizzontali di confronto, di sinergia, di elaborazione, anzichè volgere lo sguardo a figure verticali di autocandidati o a uomini/donne soli/e al comando. Nel mutualismo e nel primato all’equità, alla partecipazione, al sociale sta la fiaccola della sinistra.
Nessuno può indicare una direzione da solo pensando che attraverso le primarie su nomi e non su contenuti, chiamando i cittadini e le cittadine a partecipare si possono salvare partiti che non decidono. Occorre credere nella partecipazione e nello spirito operoso e riformatore che ha sempre caratterizzato la città.
Questo è il dovere “alto” della politica. Sviluppare proposte e buone pratiche condivise con i cittadini. Una miniera di risorse umane, di intelligenza e capacità è presente nelle comunità milanesi ma oggi non trova ambiti di espressione nei partiti.
Più che un ascolto metaforico e ridotto, occorre proporre una direzione di innovazione, di sviluppo e di coesione sociale. Occorre dialogare, cooperare, cercare ciò che unisce più di ciò che divide. Se processi unitari autentici prendono piede, saranno contagiosi.
Bisogna chiedere alle università e agli intellettuali di uscire dalla loro “turris eburnea”, di contribuire alle proposte per la città.
Per i partiti questa è una occasione preziosa per riprendere il proprio ruolo e costruire in un anno elettorale che fa crescere l’adrenalina… una unità vera su proposte nuove per la città che cambia, con il coinvolgimento delle persone, dei comitati, delle associazioni, dei social di quartiere.
I municipi potrebbero trasformarsi in palestre di partecipazione anche a partire dalle assemblee di vicinato.
Apriamo subito un tavolo di confronto tra le forze che potrebbero costruire la futura coalizione, senza ricreare stanchi e logori riti di facciata.
Io credo che a Milano questa sia la storia riformista, laica e socialista della Sinistra, fecondata anche dal cristianesimo sociale e oggi dal civismo. Proprio da questi filoni culturali e politici, anche dalle loro rappresentanze, dovrebbe partire un primo passo di e pratiche unitarie, in Comune.
Uscire dai propri orticelli, dalla propria “comfort zone”, e provare a costituire una forza nuova e unitaria dentro il centrosinistra, una forza che favorisca il dialogo, la partecipazione, il coinvolgimento della comunità e dei territori, per dare risposte al futuro della nostra città.
Come scrisse Antoine de Saint-Exupery :
«Se vuoi costruire una nave, non devi radunare uomini per raccogliere legname e preparare gli attrezzi, non distribuire compiti, non organizzare il lavoro. Ma per prima cosa risveglia negli uomini la nostalgia del mare vasto e infinito. Appena si sarà risvegliata in loro questa sete, si metteranno subito all’opera…»
Pier Vito Antoniazzi
