La fine di una guerra senza fine

Sandro Antoniazzi | Nella guerra in Ucraina ci troviamo di fronte a una situazione dove si continua a combattere, mentre sono pressoché ferme le prospettive di confronto politico.

E’ possibile una prospettiva di pace in Ucraina?

Sandro Antoniazzi | La guerra in Ucraina continua con i suoi quotidiani annunci di bombardamenti, uccisioni di civili (quelle dei militari sono segrete oppure i dati hanno un carattere prevalentemente propagandistico), atrocità, esodi e sofferenze infinite.Ascoltando i resoconti televisivi si parla di armi, di sanzioni, di truppe in movimento, di discorsi di condanna dell’aggressione: l’unica parola che si sente poco pronunciare è la parola pace.

Discutere sulla guerra non è inutile. Ma pensiamo anche a un Corpo Civile di Pace

Sandro Campanini | Discutere sulla guerra non è inutile, ma va fatto senza giustificazionismi. Ma mentre cerchiamo faticosamente in questa tragedia una via percorribile, il più possibile giusta e responsabile, che ponga fine al più presto alle distruzioni, senza dover arrivare a un conflitto mondiale, quello che questa ennesima guerra dovrebbe insegnarci è la necessità di un grande Corpo civile di Pace, che possa mobilitarsi, scortato ma non armato, quando un conflitto è all’inizio.

La politica non nasce dall’alto, nasce dalle persone, dai cittadini, da quello che pensano, da quello in cui credono: non c’è democrazia senza cittadini, senza la loro partecipazione.

cambiamenti odierni e approccio integrale

Frattura Nord-Sud

Siamo in un tempo segnato dall’apertura di una vistosa frattura globale tra Nord e Sud del mondo: una frattura che oggi mette insieme una dimensione geografico-sociale, caratterizzata da forti diseguaglianze, ad una culturale, con modelli di sviluppo e di civiltà contrapposti non solo sul piano materiale, ma anche su quello di senso.

Non è una dinamica del tutto nuova, ma nuova è la sua espansione su scala globale, secondo un modello policentrico nel quale la componente centripeta è diventata ampiamente preponderante.

Nuove forme di lavoro

In questo quadro, segnato dalla redistribuzione su scala globale del lavoro, dalla precarizzazione crescente dei lavori in Occidente e da un diffuso sfruttamento nel resto del mondo, la questione delle garanzie minime per tutti i lavoratori su scala globale a prescindere dal lavoro svolto sembra fondamentale per attrezzarsi adeguatamente rispetto al probabile futuro: quello nel quale le forme nuove dei lavori saranno molto diverse da quelle che conosciamo.

Approccio integrale

Questa riflessione deve necessariamente estendersi ai modelli economico-sociali che andiamo ad adottare, nell’ottica di garantire il benessere più diffuso possibile, condizione primaria per la saldezza delle democrazie; una riflessione insieme sociale ed economica, possibile solo considerando il lavoro culturale come parte integrante del modello generale.

Un primo, fondamentale approccio di tipo “integrale” alle tante questioni aperte che attraversano il mondo è rappresentato dalla Laudato si’. E’ indubbio che il contributo di un documento così importante quale l’enciclica di Papa Francesco abbia rappresentato, per l’idea di fondo e il metodo, il più importante ed adeguato tentativo di risposta alle questioni aperte.

Democrazia Sostanziale

L’estendersi al campo culturale e politico di questioni normalmente confinate in una battaglia economica e sociale ha un suo riflesso nel grande sofferente del nostro tempo: la democrazia.

Quando i conflitti transnazionali attraversano la realtà di un paese, è immediato constatare che la partecipazione attiva ad una comunità venga percepita come inadeguata e con essa tutte le forme ed i meccanismi di definizione delle scelte.

Allo stesso modo se i problemi, per loro natura, diffusione, profondità, riguardano la sostanza stessa del nostro essere cittadini, allora appare evidente quanto sia fondamentale compiere un decisivo salto di qualità ed agire perseguendo l’ottica di una democrazia sostanziale, che costituisce il fattore dinamico e profondo che informa la nostra Costituzione.

 

“Il pellegrinaggio più lungo è quello che conduce alla casa di fronte”

 

Questa potente frase di don Tonino Bello rende visibile qual è la nostra idea di fondo, che è insieme azione, tensione e metodo: partire dal sociale, quel sociale concreto che vive nelle città, nei comuni, nei quartieri, e conosce e condivide difficoltà e bisogni concreti; sostenerlo ed orientarlo con un lavoro culturale costante e umano, che guarda negli occhi le persone e si rivolge all’umanità tutta; proiettare questa tensione, questo lavoro, questo impegno, nella dimensione politica, promuovendo quelle stesse persone che abbiamo incontrato e facendone il soggetto privilegiato del nostro impegno.


L’iniziativa ha origine dall’incontro e dalla decisione di associazioni del cattolicesimo democratico e sociale, ma l’attività politica, sociale e culturale rivolta alla società umana è di per sé un impegno che riguarda allo stesso modo ogni persona e ogni comunità: pertanto l’iniziativa è aperta alla più ampia cooperazione di chi vorrà contribuire e partecipare.


Dunque nell’affermare che il nostro impegno comune esprime un orientamento e un’ispirazione cristiana, contemporaneamente assumiamo come aspetto specifico della nostra etica e spiritualità la consapevolezza della naturale fraternità fra tutti gli esseri umani. Se dunque la Costituzione della Repubblica ed il Concilio Vaticano II rappresentano per noi gli assi fondamentali della nostra proposta politica, se alcuni passaggi essenziali della nostra storia politica e civile recente, sono per noi un patrimonio condiviso di princìpi viventi di democrazia e di cittadinanza (dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo ai processi di pace in Europa e nel mondo), ciò che ci muove è la tensione fraterna e laica tra tutti gli esseri umani, e in particolare il rapporto prossimo-prossimo, con le persone che condividono con noi una vita non meramente pubblica, ma una vita umana integrale.

 

 

AFFINITA' E CONNESSIONI

LA RETE

DEMOS Milano collabora con diverse associazioni culturali, sociali e politiche ed iniziative editoriali.
Ciascuna di esse opera in completa autonomia ma a noi piace considerarle affini e connesse.